

“Durante lo stage ho imparato a gestire meglio la mia autonomia, a rispettare gli orari e ad adattarmi a un contesto diverso da quello abituale.”
Nel racconto di Benedetta Cuoco, il viaggio studio a Canterbury diventa il racconto di una crescita quotidiana fatta di piccole sfide, nuove abitudini e maggiore consapevolezza.
Grazie al Fondo Giovanna Viespoli, promosso dalla Fondazione Comunità di Benevento, anche quest’anno due studentesse del Liceo “G. Rummo” hanno avuto la possibilità di vivere un’esperienza formativa all’estero, tra lezioni in lingua, attività condivise e momenti di confronto con una realtà diversa da quella abituale.

Lo scorso mese, dal 23 Febbraio al 1 Marzo, ho avuto l’opportunità di vivere un’esperienza molto importante, sia dal punto di vista scolastico che personale, il tanto atteso Stage. Io e la mia scuola abbiamo soggiornato a Canterbury, una città molto caratteristica, tranquilla e ricca di storia, che mi ha colpito fin da subito per la sua atmosfera accogliente e per i suoi edifici tipici.
Il viaggio è stato già di per sé un’esperienza particolare: all’aeroporto abbiamo dovuto affrontare lunghe attese e numerosi controlli, che all’inizio sono stati un po’ stressanti. Tuttavia, faceva parte dell’esperienza e ci ha fatto capire cosa significa viaggiare in modo più autonomo e organizzato.
Abbiamo alloggiato presso la Stafford House, dove si svolgevano anche le lezioni e molte delle attività serali organizzate per noi studenti. Questo ha reso tutto più pratico e ci ha permesso di vivere l’esperienza in modo più completo, passando gran parte della giornata a contatto con la lingua inglese.

Non è stato sempre facile, ma proprio per questo è stato utile per crescere e diventare più responsabile.
Le lezioni erano diverse da quelle a cui siamo abituati in Italia: erano più dinamiche, interattive e basate soprattutto sulla conversazione. Gli insegnanti ci coinvolgevano molto e cercavano di farci partecipare attivamente, anche attraverso lavori di gruppo, giochi e discussioni. All’inizio non è stato facilissimo esprimersi sempre in inglese, ma giorno dopo giorno mi sono sentita sempre più sicura e ho notato dei miglioramenti, soprattutto nella capacità di parlare e comprendere. Al termine delle lezioni, l’ultimo giorno, ci hanno consegnato un attestato di partecipazione, che conservo con molta cura per il suo grande valore.
Oltre alle lezioni, abbiamo partecipato a diverse attività serali che ci hanno permesso di socializzare e di conoscere meglio sia i compagni che la cultura del posto. Le giornate erano spesso molto intense e a volte si aveva la sensazione di essere sempre di fretta, con orari da rispettare e attività una dopo l’altra. Nonostante questo, ogni momento è stato utile e ha contribuito a rendere l’esperienza completa e coinvolgente.
Questa era una delle attività serali: “Egg Drop”. Consisteva nel cercare di ricoprire un vero uovo con più strati di carta affinché, dopo essere stato lanciato da una finestra, non si fosse rotto.

Uno dei momenti più belli dello stage è stata sicuramente la visita a Londra. È stata una giornata intensa ma molto emozionante: vedere dal vivo luoghi che avevo sempre visto solo nei libri o in foto è stato davvero speciale. Anche in quel caso il tempo era limitato e si andava abbastanza di fretta, ma siamo comunque riusciti a vedere diversi punti importanti della città, rendendo la giornata indimenticabile.
Durante lo stage ho anche imparato a gestire meglio la mia autonomia, a rispettare gli orari e ad adattarmi a un contesto diverso da quello abituale. Non è stato sempre facile, ma proprio per questo è stato utile per crescere e diventare più responsabile.
Considero questa esperienza molto positiva sotto tutti i punti di vista. Mi ha aiutato a migliorare il mio inglese, ma soprattutto mi ha fatto crescere come persona, rendendomi più aperta e sicura. Porterò con me i ricordi di questo viaggio e le competenze che ho acquisito, che saranno sicuramente utili anche in futuro.
Sono molto grata per questa opportunità e per aver potuto partecipare a uno stage così significativo, e ci tengo a ringraziare sia i miei genitori per la possibilità che mi hanno dato, sia per gli insegnanti che hanno preso la responsabilità e l’impegno per poter permettere tutto ciò, e infine i miei amici per avermi fatto divertire e per aver reso questo viaggio un ricordo indelebile.
In conclusione, ci tengo a ringraziare la mia professoressa d’inglese Maria Scaglione per avermi selezionato e per aver contato su di me per l’assegnazione della borsa di studio “Fondo Giovanna Viespoli, sapere è libertà”, un riconoscimento che assolutamente non mi aspettavo, ma che ora mi riempie di gioia e gratitudine.
Nel suo racconto Benedetta descrive giornate intense, scandite da studio, attività serali e nuove responsabilità, in un percorso che le ha permesso di acquisire maggiore sicurezza e spirito di adattamento.
Esperienze come questa confermano il valore di percorsi che aiutano i giovani non solo ad apprendere, ma anche a mettersi alla prova e a guardare al futuro con maggiore autonomia.