


Un viaggio cominciato tre giorni fa e che già sta dando i suoi grandi frutti. Il 21 giugno otto beneficiari sono partiti per la Calabria, divisi tra Marina di Sibari e Le Castella, per vivere un'esperienza unica: un viaggio, una settimana di vacanza al mare che, già dal primo giorno, sta cambiando la vita di ognuno di loro.
Il progetto "Una vacanza per tutti" nasce proprio per questo: dare la possibilità a persone con disagio psichico di vivere la normalità, trarre beneficio da un'esperienza nuova e godersi una vacanza più che meritata, mai fatta prima.
Un piccolo progetto che La Rete Sociale, in collaborazione con la Fondazione Comunità Benevento, vuole riproporre il prossimo settembre — e che, grazie a chi lo ha già sostenuto con una donazione, è riuscito quest'anno a raddoppiare: non un solo gruppo, ma due, partiti insieme dallo stesso punto verso due mete diverse.

Da una parte Vincenzo, Dario, Angelo e Pasquale, accompagnati dall'operatrice Angela, hanno raggiunto Marina di Sibari. Dall'altra Maria Giulia, Paola Maria, Juliya e Maria Libera, accompagnate dall'operatrice Loredana, sono arrivate a Le Castella. Persone che fino a pochi giorni fa non avevano mai affrontato una vacanza in autonomia, un traguardo che non pensavano nemmeno di meritare, e che oggi stanno vivendo sulla propria pelle.
Lo capiamo dai messaggi che arrivano ogni giorno dalle operatrici, scritti spesso tra una giostra e un bagno in mare: già al primo giorno, è arrivato il risultato che si cercava — farli socializzare. Ed è bastato pochissimo: Vincenzo, che proprio in questi giorni compie 60 anni, si è lanciato a ballare come non faceva da tempo; e in acqua, dove non entrava da anni per una paura che si era portato dietro per troppo tempo, questa volta è riuscito a tornare.
Angelo lo ha scritto con le parole più semplici e più vere: "Oggi ho provato un'emozione fortissima, come quando ero bambino: sono andato sulle giostre e non volevo scendere più."
Vincenzo, il primo giorno, ha raccontato di aver vissuto "l'ebrezza di un sogno che aspettavo da tempo", che lo ha fatto sentire "come un giovanotto di 20 anni". Dario, ha scritto di avere "l'adrenalina a mille per stare una settimana con gli amici", definendo l'esperienza più un'avventura che una semplice vacanza. Angelo, dopo tanto tempo ha superato la sua paura dell'acqua ed è riuscito a entrare in piscina.
I giorni successivi hanno aggiunto altri piccoli traguardi a questo elenco. Vincenzo ha ballato con una donna sulla spiaggia, ha giocato a pallone, ha fatto stretching guardando il mare e si è sentito, scrive lui stesso, "come un divo".
Ma è un'altra frase di Angelo a raccontare forse meglio di tutte cosa significhi davvero questa settimana: "Era tempo che non mi facevo la barba da solo. Oggi ho provato l'emozione che non provavo da tempo, e ho capito che su alcune cose posso cavarmela anche da solo." Un pezzo di autonomia ritrovata.

A poche decine di chilometri di distanza, sull'altra costa, il gruppo delle quattro donne sta vivendo la stessa settimana con lo stesso spirito: bagni, musica, momenti condivisi e quella socialità che resta, in fondo, il vero obiettivo del progetto. Giorno per giorno ci mandano aggiornamenti, ringraziamenti e tanta gratitudine.
Dietro questi otto nomi ci sono anni di percorsi di cura, fragilità non sempre visibili, vite che normalmente restano dentro le mura di una Struttura Residenziale Intermedia o di una casa famiglia. "Una vacanza per tutti" non cancella quelle fragilità, ma per una settimana le mette in pausa e lascia spazio a qualcos'altro: un ballo, un bagno in mare, un amico o un'amica con cui condividere la stanza.